New York è tutto quello che mi piacerebbe essere se non fossi me.
Una città che di giorno conta 18 milioni di persone. Per un pò,sono stata una di loro.
Il concetto di America non mi piace. Almeno, non mi piaceva fino a Bush compreso. Ora va un pò meglio. Però posso dire che mi piacciono gli Americani. Perchè sono ancora quelli che portano i biscotti ai vicini. Solo che, visti da vicino, non sono Americani, sono solo Tutti Quelli che Vivono in America. Forse per quello mi piacciono.
E mi piace New York. New York mi piace più di tutto il resto.
Le foto.
NY dal vivo è talmente la New York che conosci da sempre che si fa una gran fatica a fotografarla. Ho collezionato solo aiuole, piedi e murales, roba da femminucce.
E' che è già stato tutto immortalato. Scatti ad un angolo di Brooklyn e ti accorgi che stai doppiando la locandina di C'era una volta in America. Con i piedi nello stesso punto di Sergio Leone, ma con molto, molto meno talento per l'inquadratura. Umiliato riponi la macchinetta, fai due passi e quando ti fai di nuovo coraggio e tiri fuori quella duepollici della tua digitale giapponese (accanto ad un altro turista che di solito ha un obbiettivo molto più grosso del tuo, la qual cosa ti procura una certa ansia da prestazione) ti accorgi che sei sulla Promenade all'altezza della panchina di Woody Allen.
Quella.
Lasci perdere, ti compri un hot dog, una cartolina già fatta e vaffanculo.
La musica.
A NY si risveglia il talento per lo shuffle (ovvero Seleziona Brani Casuali) del mio Ipod 8g viola. Nonostante si senta sensibilmente inferiore agli Ipod che girano per Manhattan con le cuffiette a forma di Hello Kitty in Swarosky, smette improvvisamente di mandarmi Riccardo Fogli e si mette in testa, presuntuosamente, di essere in armonia con l'ambiente, sicchè mi caccia fuori Foxy Lady mentre mangio sushi sul prato di Bryant Park, The Weight sull'High Line di Chelsea e Gershwin, così, da solo, mentre pedalo a Central Park, con una temperatura che se non sei di colore ci diventi.
Non è male, no?
Solo che a forza di passare il brano giusto è diventato un fanatico del cazzo, il mio Ipod, e avendo una applicazione che hanno chiamato Genius, la cosa non aiuta il Coso a contenere la sua arroganza. Sull'aereo di ritorno ha provato a spacciarmi Baglioni. Gli ho detto di non ricominciare a fare il provinciale italiano che mangia spaghetti all'estero. Si è ripreso in corner con gli Eagles, ma giusto perchè sono americani. Perchè dai, Desperado sull'aereo non è del tutto indovinato.
Coglione di un Ipod. E' merito della città, mica tuo.
Culi grossi e vacche magre.
NY è una città abbastanza grande da contenermi.
Da contenere me e il mio sontuoso culo da provinciale, che si è sentito assai magro passeggiando tra le chiappe oversize del 90% della popolazione locale.
Sono magra a NY.
Il restante 10% della popolazione è composto da party girls in carriera che mangiano solo il giovedì.
Solo sashimi. Ricche e magrissime. Grassi e poveri.
Perchè il cibo confezionato costa poco, mentre frutta e verdura hanno prezzi esorbitanti, che so, 1 dollaro a peperone. Il mercato quindi è un posto per fighetti col chiuaua. La parmigiana di melanzane se la possono permettere solo nell'Upper East Side. Per altro va un casino quest'anno.
Come il maiale.
A NY sfruttano ogni spazio, ogni oggetto.
C'è un sasso abbandonato datato 1950? Ci fanno attorno un parco in memoria degli anni 50, con Ron Howard che inaugura e la fontanella con la statua di Fonzie.
Da noi si tende a buttare tutto ciò che è successivo al periodo ellenistico. "Nun c'è spazio pe' fa pparcheggi" .
C'è una ferrovia dismessa su cui trasportavano la carne dal macello ai quartieri alti? Ci fanno l'High Line Park di Chelsea. Un parco pensile. Ogni centimetro verde diventa un parco recintato e protetto.
Bryant Park è un rettangolo d'erba in mezzo ai grattacieli. Con sedie e tavolini pubblici. Di tutti.
Pensavo a un eventuale parco a Forcella, con sedie e tavolini pubblici. Dopo 6 ore finiscono sul terrazzo della signora Cacace: "Vabbuò, ma chest'è na casa occupata" direbbe "è del comune, praticamente è suolo pubblico,e quindi le sedie pubbliche stanno al posto loro". Che non farebbe una piega.
A NY ci sono panchine fuori dai negozi, così compri meglio, cessi chimici sulla cliclabile che gira attorno a Manhattan (e che io ho pedalato per 50 km in 7 ore, facendomi un ego grosso come un dirigibile e il culo come un macaco) ci sono giardinieri che potano e spazzini che puliscono. Sulla promenade di Brooklyn sparano l'acqua per il caldo. E c'è Central Park che è un posto dove andare a vivere, potendosi trasformare in uno scoiattolo.
A NY pensano che se una cosa è fatta bene e viene mantenuta bene porta guadagno a tutti.
Che matti eh?
Gli incredibili.
Un elicottero è atterrato di emergenza davanti a me. Due imperturbabili inservienti mi hanno chiesto di fare tre passi indietro e in un secondo è sceso il bestione. Fa un vento incredibile, ti stira pure i peli del naso. Dopo avevo i baffi.
Da Starbuck's incapace di chiudere il tappo di un Hazelnut Sugarfree Americano Medio (è un caffè, non il titolo di un film della Wertmuller, anche se solo a ordinarlo diventa freddo) mi sono rovesciata il suddetto caffè addosso e un cliente sconosciuto mi ha aiutato a pulire. Perchè ero l'unica bianca e dal peso inferiore a 150 libbre? Perchè il caffè mi era caduto sulle tette? Era un serial killer? Non so, ma sorrideva mentre carponi lucidava il pavimento.
Ho incontrato un sacco di Persone Famose. Non amo particolarmente le Persone Famose, a meno che non sia fidanzata con Uno di Loro, ma mi diverte averle incontrate lì.
Brooke Shields a Soho, così come Tim Roth. Passeggiavano entrambi, io ero in taxi.
Colin Farrell correva sulla ciclabile. E' nano e ho lasciato perdere, ero già delusa.
Lily Taylor, l'adoro da Arizona Dream, correva anche lei e mi sono vergognata a fermarla.
Tyra Banks, ex modella, girava una puntata del suo show a Union Square. Ha le braccia da wrestler.
Il citofono di Spike Lee. Abbiamo suonato, ci ha aperto n'amico suo e ci ha detto che Spikey era al parco a giocà, passate dopo le dieci.
Cose che ho adorato.
Gli abiti usati.
I nail shop dove entri e con 32 dollari e 25 minuti esci con delle unghie che nemmeno una tronista sulla copertina di Vero.
Le strade numerate.
Ci vediamo tra la 29esima strada e la 4^ Avenue. Non ti puoi sbagliare. Sai anche quanti palazzi ci sono da qui a lì: dalla 29esima alla 32 esima, 3 blocks. NY è una città in cui è possibile essere deficienti.
Si vestono come stracazzo pare a loro.
Pesi 200 kg, il mondo ti osserva sgomento, il tuo medico ti ha appena detto che hai tanto di quel colesterolo nel sangue che hai le vene come delle rotelle di liquerizia? Ecco, se ti va di metterti dei fuseaux bianchi con un top di Intimissimi e l'ombelico - a trovarlo - di fuori, bene, a New York lo fai. E non frega un cazzo a nessuno.
La bellezza.
Certe facce di bambini meticci, una famiglia di colore sulla Subway che mi portava a Brooklyn. Ho provato invidia. Le donne del quartiere nero di Brooklyn, quello di Spike Lee. Erano così belle che mi sono chiesta come un uomo potrebbe venire con me dopo essere stato con una di quelle.
Avrei voluto fotografarli tutti. Mi sono vergonata. Mi sa che li guardavo come un povero alla mensa dei ricchi.
Cambiamo discorso.
I taxi di NY che sono sempre lì. Quei taxi mi piacciono.
Cose di cui avrei fatto a meno.
I prezzi degli abiti usati.
Le tasse e le mance.
Una costa costa, fai conto, 50. Poi ha la tassa del 10%. A volte la mancia del 15% o 20% , cifre che devi aggiungere facendo i conti a mente, cosa che odio perchè manifesta tutta la mia inferiorità scientifica.
Tutti sputano.
L'aria condizionata ovunque.
E' tarata su "Gennaio a Reykjavik, esterno notte".
Esci, e la città è un microonde acceso sulla sabbia del deserto del Nevada. Due starnuti ti scappano.
Commessi ottusi.
Se ordini un Hazelnut Americano Coffee Medio e MENTRE te lo fa, ma ANCORA non l'ha fatto gli chiedi "sugar free please", la tipa ti guarda come se avessi bestemmiato i santi della sua chiesa (ce n'è una ad ogni angolo) e ti mostra il TUO scontrino come se fosse la tavola dei Dieci Comandamenti a cui non è possibile venire meno. "No written sugarfree" Si, ho capito che non c'è scritto, ma ho visto adesso che lo fate pure senza zucchero, e visto che sto paese trasuda grassi polinsaturi , magari risparmio calorie nel caffè... "No written sugarfree" Si, ho capito, ma ancora non me l'hai fatto sto caffè, che ti costa? Devi solo premere il dosatore dello sciroppo senza zucchero invece di quello zuccherato... sono vicini vedi? Li vedo io da qui! "No written sugarfree" Senti, come te chiami, costano uguale? T'ho pagato? Ho cambiato idea? Il cliente ha sempre ragione? Non rompe il cazzo e damme 'sto sugar free! Sto deficente.. "No written sugarfree" Ancora?! Sai che c'è? Che non lo voglio più il tuo caffè di merda! Si sono italiana! No, non la conosco la VelaYna che sta con George Clooney e manco la voglio conòsce! Li mortacci tua e dell'l'Hazelnut Americano Coffee Medio di 'sta michia! M'hai rotto il cazzo e me vado a fà un Nespresso. Ah me dici pure "What else?" "Else" che te ne vai a fanculo!
Con rispetto parlando.
I ♥ NY.
Ps. Sui taxi è tutto vero. Alzi il braccio o fischi. E si ferma lì.